Riflessologia e gravidanza

...e arriva il giorno in cui ti trovi ad essere depositaria del magico mistero della vita: un figlio. Hai sempre immaginato questo momento e adesso la paura di fare male a quell'esserino, che cresce e si evolve dentro di te, ti porta a negare te stessa e le tue emozioni. "Se mi arrabbio gli farà male?" "Se mi preoccupo, lo sentirà?" "E se piango?"
Tutte domande a cui la reflessologia corporea e la chiave di lettura psicosomatica, del metodo Lucia Torri Cianci, può rispondere per aiutare te, in questi meravigliosi mesi di percorso, e tuo figlio nel suo viaggio che segnerà il suo ingresso nel mondo Reflessologa MLTC.

Gravidanza

terapie post gravidanza

La donna in gravidanza, data la sua condizione ormonale, ha una percezione psichica e sensoriale altamente sensibilizzata, per cui i disagi, le sofferenze, le castrazioni, le mancanze di rispetto, le ansie, le paure vengono trasferite immediatamente dalla mente al corpo.
Tutti i disturbi e gli psicosomatismi della donna in gravidanza nascono e si trasformano attraverso manifestazioni di sofferenza, fastidio, malessere, che verranno percepite dal feto.
Le manifestazioni fisiche della donna in gravidanza possono darci una chiave di lettura per interpretare ciò che sta trattenenendo a livello emotivo.
Questo ci servirà non solo per aiutare la donna a stare meglio, ma migliorando una sua consapevolezza emotiva e liberando ciò che sente e prova, potrà dare al bambino che porta in grembo una vibrazione che gli farà, una volta nato, sentire il desiderio di manifestare ciò che sente.
Il bambino fino ai tre anni, attraverso le sue sintomatologie, si pulirà dalle tensioni fisiche emotive ricevute dalla madre.
Quando durante i nove mesi di gravidanza si cronicizza il trattenimento di un'emotività si crea una tensione che verrà percepita anche dal feto.
Il bambino durante i nove mesi, non registra un'esperienza di tipo psichica della madre, ma riceverà una influenza di tipo fisico.
Esempio: la madre prova a livello emotivo una forte rabbia, il pensiero emotivo della sua rabbia, le sue motivazioni e le derivazioni di questa non arrivano al feto, ma esso registrerà una reazione fisica corporale che interferirà nel suo sviluppo embrionale e fetale.
Quando proviamo un'emozione, in questo caso la rabbia, tutto il nostro corpo è pronto a reagire allo stimolo poiché vengono prodotte a livello fisico delle sostanze chimiche come l'adrenalina. Tale sostanza promuove tutti quei sistemi di allerta preparatori all'azione provocando una vasocostrizione. Nel momento in cui, l'azione viene liberata tramite l'espressione emotiva, avverrà nel corpo una vasodilatazione con successivo rilassamento tramite la produzione di altre sostanze, endorfine, che permettono il rilassamento e l'appagamento esperenziale. Quindi se questa azione viene trattenuta, il corpo fisserà cronicamente una vasocostrizione e una successiva formazione di tensione creata da sostanze tossiche non liberate, che andranno a depositarsi in un determinato strato corporeo, nel caso della rabbia si depositeranno nei muscoli. L'embrione prima, il feto poi registrerà questa tensione fisica.
Perciò il problema non è lo stato emotivo che una donna in gravidanza sente, percepisce o prova, ma bensì nell'incapacità di esternarlo.
La donna in gravidanza è al massimo del suo sentire, questo è dato dall'accelerazione ormonale, ne consegue una sensibilità maggiore agli stimoli esterni, proprio per questo le sue manifestazioni possono essere anche esagerate, ma il benessere della mamma e del suo bambino, dipendono dalla possibilità di poter esprimere liberamente le proprie emozioni.

Sapere tutto questo potrà aiutare a capire e vedere le manifestazioni gravidiche come un segno positivo di pulizia che automaticamente non andranno a caricare di tensione il

IL PAPA'

problemi post gravidanza
Ognuno di noi vive attraverso determinati comportamenti, questi sono dettati dalla quantità d'energia insita nell'essere.

Il papà al momento del concepimento trasmette uno specifico quantitativo di energia, che si manifesterà nel figlio in una potenzialità comportamentale.
Questo porterà il bambino a vivere con una determinata sfumatura i suoi sentimenti; possiamo parlare di un'energia più presente di altre. Ad esempio un bambino che chiede continuamente il perché di tutto oppure che si arrabbia spesso o che piange per ogni cosa è l'espressione di una particolare carica energetica trasmessa dal padre.
Per energia s'intende tutto ciò che crea movimento al nostro interno e lo spermatozoo è l'espressione dell'energia dell'uomo.
L'uomo ha un grande compito, che non si limita, come troppo spesso si crede, all'atto del concepimento. Egli trasmetterà al figlio la componente energetica che determinerà la sua futura sfumatura caratteriale, inoltre esso avrà l'onere e l'onore di andare a compensare i vuoti e le assenze che la donna ha subito nella sua vita.
Perciò grazie all'appoggio, al rispetto, alla considerazione e al sostegno maschile, la donna avrà la possibilità di nutrire al meglio quel feto che porta in grembo.
Considerato inoltre che l'incapacità espressiva emotiva vissuta dalla mamma in gravidanza si trasforma in incapacità fisica espressiva nel bambino, l'energia paterna andrà a supportare questo deficit emotivo trasmesso al figlio dalla mamma. Le difficoltà e gli incidenti della vita vengono superati grazie alla nostra energia. Il papà trasmettendo l'energia di sostegno e l'istinto, darà al figlio la capacità comportamentale.
Il trattenimento emotivo maschile si esprime nel corpo attraverso un contenimento interno di energia. L'uomo, reprimendo ciò che sente a livello emotivo, blocca la sua energia di movimento e di conseguenza concentra la sua espressione emotiva trattenuta caricando il sangue e i suoi composti. Attraverso il contenimento emotivo, lo spermatozoo sarà più carico di una specifica energia che avrà colorazioni caratteriali diverse. E' quindi il padre che darà al figlio una colorazione caratteriale.
L'avere un tipo di colorazione comportamentale non sarà un difetto ma bensì un modo diverso di manifestare le proprie emozioni ed è un dono dato da un uomo che ha chiuso la sua potenzialità emotiva.
Si avrà così nel bambino un'espressività emotiva più evidente, una necessità di vivere un comportamento piuttosto che un altro.
Il papà è la stampella, l'albero, il sostegno per potersi elevare verso l'alto, nell'umore e nella sostanza.
 


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